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ANGUILLARA VENETA Mille anni di storia
Antonio Ceccolin
con la collaborazione:
Giovanni Casna - Carlo Crivellin - Antonio Durello - Renato Marzola -
Luigi Polo - Graziano Zanin
Circolo Fotografico Culturale Athesis.
...Chi per la prima volta giunge ad Anguillara
seguendo la strada Conselvana può provare una sensazione sconfortante
di fronte ad un paesaggio che sembra abbandonato a se stesso e spesso
immerso nelle fitte nebbie autunnali.
Non è proprio così per chi vive in quei luoghi e assapora la bellezza
delle piccole cose che la campagna offre.
Chi poi arriva al Ponte del Taglio, sul fiume Gorzone, si accorge di
aver lasciato alle spalle un bellissimo palazzo secentesco, già sede
dell’Arca del Santo. Oltrepassato il ponte e percorsa l’antica via che
si snoda davanti all’oratorio del Capitello raggiunge il centro del
paese attraverso una breve e sinuosa strada che costeggia la villa
Simon e l’antico palazzo dei Talpo. La strada si apre, quindi, su un
viale che ha per sfondo la chiesa affacciata su un'ampia piazza.
E’ il centro del paese adagiato ai piedi dell’Adige e disegnato in uno
schema semplice e modesto. Anguillara, in effetti, non ha nulla di
appariscente da ostentare al turista e questa sua semplicità campestre
sembra non lasciar trasparire alcun segno di un passato degno di
rilievo. Ma sarà appena sufficiente dare uno sguardo allo stemma del
Comune per far sorgere il sospetto che questa semplicità nasconda una
storia autentica, non trascurabile, tutta da scoprire...
P R E S E N T A Z I O N I
Quando ho veduto il volto dolcissimo della “Madonna del Capitello” ho
capito quali suggestioni può suscitare nell’animo di ogni abitante di
Anguillara questa memoria antichissima.
L’Adige, i Veneti e gli Euganei, il castello con la storia di Ezzelino,
dei Carraresi, dei Veneziani: questi nomi rievocano pagine lontane e
dense di storia, che Antonio Ceccolin riassume con fedeltà esemplare e
con semplici pennellate, nel tessuto di quei giorni e di quegli anni
ormai lontani.
L’Arca del Santo, la Serenissima, la bonifica, la situazione economica
e sociale di Anguillara si dipanano via via che passano gli anni di
una fedeltà alla religione degli avi e di una continuata dedizione
agli ideali maggiori.
In questo semplice ma veridico saggio sulla storia di oltre un
millennio, che ha caratterizzato la vita di Anguillara, appaiono in un
suggestivo scenario molti e importanti personaggi, che anche gli
alunni della scuola impareranno a conoscere ed amare.
La conoscenza di luoghi, come il passo, i mulini, il ponte ridesta
nell’animo profondi sentimenti di appartenenza ad una terra, che nei
secoli ha esperimentato la laboriosità, ma talvolta anche la
sofferenza di chi deve strappare alle zolle, con il sudore della
fronte, il pane della quotidiana fatica.
Queste pagine, che si leggono con vivo interesse, non potranno non
invitare i giovani ad apprezzare i valori della loro terra, l’antica
tradizione di religiosità e di dedizione al dovere.
Auspico alla fatica di Antonio Ceccolin il riconoscimento che merita,
non solo per aver vagliato con rigore critico le pagine che
racchiudono i giorni e le opere di un intero paese, ma anche per aver
saputo scernere tra le varie componenti della cronaca quelle linee
fondamentali di solida interpretazione, che danno all’elaborato un
avvio serio e dignitoso alla conoscenza storica.
Che Anguillara, seguendo le sue tradizioni di fede e di dedizione ai
valori dell’esistenza, accolga l’omaggio di queste pagine dense di
storia e additi alle nuove generazioni il cammino civile e religioso
di un popolo. Mons. CLAUDIO BELLINATI
Direttore della Biblioteca Capitolare di Padova
“... Anguillara rimane, però, profondamente nel
cuore di ogni persona che si allontana dal paese per cercare altrove
lavoro e benessere, ma che, con nostalgia, assapora sempre il ritorno,
come momento di festa condiviso da tutti”
In queste parole, che incontriamo nella lettura del libro, è
contenuto, penso, il motivo che ha spinto l’autore ad affrontare le
fatiche della stesura di “Anguillara Veneta - Mille anni di storia”:
un profondo attaccamento al paese delle proprie origini, un sincero
amore per i luoghi, le cose, la gente della propria terra; un omaggio
a coloro con i quali sono stati condivisi gli anni dell’infanzia e
della giovinezza e, per molti, anche la necessità di andare altrove.
Sicuramente un contributo importante alla conoscenza della nostra
Storia.
Non poteva quindi, l’Amministrazione comunale, non accogliere e fare
proprio il desiderio di vedere pubblicato il lavoro di Antonio
Ceccolin, impegnandosi concretamente affinché l’opera potesse essere
data alle stampe. Così, dopo i volumi “Liber Exemptionum Comunitatis
Anguillariae”, “Il territorio di Anguillara nella cartografia storica”
e “Catinia”, pubblicati per iniziativa del Comune di Anguillara
insieme a “La chiesa di Anguillara, 10 secoli di storia” edita a cura
della parrocchia, ecco che viene arricchito il catalogo delle opere a
disposizione dei cittadini, giovani ed emigrati in particolare, per
conoscere ed approfondire le vicende del nostro passato.
Pur non potendo essere un’opera esaustiva, poiché altri documenti e
ulteriori notizie emergono continuamente dagli Archivi, non ultimo
quello comunale di cui si sta affrontando il riordino, è un
indispensabile punto di riferimento per chi avesse la voglia e la
passione di proseguire nella strada intrapresa da Antonio Ceccolin, a
cui va il nostro profondo e sentito ringraziamento.
Un grazie altrettanto sincero è dovuto all’editore per la passione
profusa, al C.F.C. Athesis per il contributo iconografico e a quanti
hanno collaborato per la migliore riuscita dell’opera.
Luigi Polo, assessore alla cultura Mi ha
particolarmente fatto piacere contribuire all’edizione di questo
volume. Da 26 anni insegno ad Anguillara e quindi mi sento un po’
anguillarese e, come tale, coinvolto nell’evento che certamente
costituirà sia un punto di arrivo, che uno stimolo per ulteriori
ricerche.
Anguillara, anche se piccolo comune, è ricca di un passato che in
parte la distingue dai paesi limitrofi. Il perché lo troviamo anche in
questo libro che risponde ad una esigenza interiore, a volte non
completamente riconosciuta: il conoscere il proprio passato è una
pulsione che può essere più o meno intensa, ma certamente vissuta da
tutti. Antonio Ceccolin, ovviamente, questo trasporto emotivo l’ha
sentito in modo molto intenso. Il suo ritorno al paese natìo è stato
vissuto probabilmente più intensamente di chi, dopo anni di
emigrazione, lo fa per ristabilirvisi. L’Autore è invece tornato non
per dimorarvi di nuovo, ma con tutto l’amore possibile per riscoprire
la sua Anguillara e farla conoscere ed apprezzare anche a tanti altri,
primi fra tutti i suoi vecchi concittadini.
Non tutti conoscono la storia locale che, come la propria storia
personale, contribuisce a formare la consapevolezza di essere figli di
un territorio, ad apprezzarlo, amarlo e proteggerlo.
Un grazie particolare a Ceccolin che, con la sua ricerca, ha offerto
una valido strumento che sarà particolarmente apprezzato ed utilizzato
dalla Scuola e quindi dai ragazzi. Graziano Zanin
P R E M E S S A
Chi per la prima volta giunge ad Anguillara seguendo la strada
Conselvana può provare una sensazione sconfortante di fronte ad un
paesaggio che sembra abbandonato a se stesso e spesso immerso nelle
fitte nebbie autunnali.
Non è proprio così per chi vive in quei luoghi e assapora la bellezza
delle piccole cose che la campagna offre.
Chi poi arriva al Ponte del Taglio, sul fiume Gorzone, si accorge di
aver lasciato alle spalle un bellissimo palazzo secentesco, già sede
dell’Arca del Santo. Oltrepassato il ponte e percorsa l’antica via che
si snoda davanti all’oratorio del Capitello raggiunge il centro del
paese attraverso una breve e sinuosa strada che costeggia la villa
Simon e l’antico palazzo dei Talpo. La strada si apre, quindi, su un
viale che ha per sfondo la chiesa affacciata su un’ampia piazza.
E’ il centro del paese adagiato ai piedi dell’Adige e disegnato in uno
schema semplice e modesto. Anguillara, in effetti, non ha nulla di
appariscente da ostentare al turista e questa sua semplicità campestre
sembra non lasciar trasparire alcun segno di un passato degno di
rilievo. Ma sarà appena sufficiente dare uno sguardo allo stemma del
Comune per far sorgere il sospetto che questa semplicità nasconda una
storia autentica, non trascurabile, tutta da scoprire. |