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P R E S E N T A Z I
O N E
Nella prefazione del Suo celebre romanzo, Alessandro Manzoni dice che
la storia scritta è la grande guerra che l’umanità combatte contro il
tempo, nel desiderio di riportare in vita i secoli e gli avvenimenti
del passato, che rischierebbero di restare sepolti per sempre.
E se esprimesse anche soltanto questo sforzo di mantenere viva una
memoria di ciò che è passato, ogni scrittore di storia e ogni libro di
storia meriterebbe stima ed incoraggiamento grande. Non solo perché ci
aiuterebbe a mantenere i piedi per terra, ricordandoci che non
esistiamo soltanto noi, attualmente presenti, ma anche perché sarebbe,
in ogni caso, un canto in onore della vita umana, che è sempre cosa
straordinariamente preziosa e stimolante.
Nello scrivere di storia, gli antichi romani si prefiggevano
soprattutto di scrivere pagine letterariamente pregevoli, perché
ritenevano che la storia fosse un campo magnifico per la fantasia e
per lo stile elevato.
Nell’epoca moderna - ed è quella su cui anche noi abbiamo nutrito la
nostra cultura - i libri di storia ricordavano soprattutto i fatti
straordinari, le guerre, i grandi accordi diplomatici, le strategie
dei re, dei tiranni e dei potenti. Il popolo e la sua vita non
contava. Era solo “carne da cannone” , buona per essere sfruttata, ma
di cui non meritava si parlasse.
Da alcuni anni, soprattutto nel campo della storia della Chiesa, si
sta percorrendo un’altra strada. Quella della considerazione e
dell’importanza della vita della gente, del popolo, della base. E si
vanno a consultare gli archivi parrocchiali e comunali, i resoconti
della vita delle Parrocchie e delle comunità stese dai sacerdoti, le
relazioni delle visite pastorali. Si cerca di indagare come erano le
condizioni di vita della gente, come si reagiva ai flagelli classici
della peste, della fame e della guerra, quali erano le cause della
mortalità infantile, o anche le forme di minaccia alla vita e alle
proprietà derivanti dalla piccola delinquenza che infestava i paesi e
le campagne.
Anche questa è storia, anche questa conoscenza è cultura, anche questo
è rispetto della obiettività delle cose e contributo essenziale per
conoscere la storia di un popolo.
E certamente, ricostruire la vera e completa storia di una popolazione
è cosa nobilissima. Ma anche complessa e difficilissima.
Soprattutto quando si tenta di fare la storia della comunità
cristiana. Di una comunità, cioè, che non si può mai misurare e
valutare sulla base dei comportamenti esterni e delle rilevazioni
sociologiche.
Perché ci sono altri fattori che qualificano la vera natura di una
comunità cristiana: i valori spirituali e quelli morali, la fede e la
preghiera, la bontà e la solidarietà.
Quando anche, per esempio, si registrasse che tutte le persone di una
Parrocchia sono state battezzate, che cosa si saprebbe sul come quelle
persone hanno vissuto il loro battesimo? Eppure quello è il rilievo
fondamentale! E quando ci si limitasse a dire quanti figli avevano in
media le famiglie di un secolo fa, che cosa significherebbe questo in
rapporto all’educazione morale, civile, cristiana, donata ai figli
dalle mamme e dai papà? Eppure questo è il dato essenziale, quello che
ha costruito il fondamento su cui poggia anche l’attuale popolazione!
Il volto vero di un popolo e di una comunità si plasma e risulta da un
complesso infinito di elementi e dallo scorrere dei secoli.
È, quindi, importante e prezioso ogni contributo alla conoscenza della
storia che ci ha preceduto. Fa bene a chi, oggi, deve prendere
decisioni pubbliche. Fa bene a chi vuole rendersi conto e conoscere
ponderatamente gli usi, le tradizioni e gli attuali comportamenti dei
paesi e delle contrade. Fa bene agli anziani perché trovano uno
spiraglio di speranza nel pensare che anche la loro opera, forse, non
andrà perduta e non sarà dimenticata. Fa bene ai giovani i quali hanno
il dovere - e speriamo anche la voglia - di conoscere le radici di
quell’albero di cui essi sono i frutti e che anche loro dovrebbero
contribuire a mantenere vitale.
Ho fatto queste premesse per dire quanto volentieri presento
quest’opera sulla storia di Boara Pisani, curata da don Stefano Zuanon.
Fondamentalmente per due motivi. Anzitutto perché è il frutto di una
ricerca, di una fatica, di un grande impegno per raccogliere notizie e
documenti. Accanto all’intensa attività pastorale, agli impegni di
carattere materiale per ridare splendore alle fatiscenti strutture
materiali della Parrocchia, all’impegno nell’insegnamento nella
scuola, all’operosa presenza nel mondo dei mass media, don Stefano ha
saputo trovare il tempo anche per queste ampie ricerche di carattere
storico. Qualche volta mi domando di quante ore lavorative sia
costituita la sua giornata! Forse avrà una qualche parentela con
Giosuè, che sapeva fermare il sole!
Ma, soprattutto, perché questa è opera di un parroco, di un Pastore
della comunità cristiana, espressione di un legame e di un grande e
serio amore che lo lega alla sua comunità. Ad essa egli non si
accontenta di offrire i beni spirituali della fede, ma anche vuole
donare la consapevolezza della sua storia e delle sue tradizioni,
facendo un’opera altamente culturale.
Forse non è appropriato dire che questa sia una vera e completa storia
del paese di Boara. Direi che, più propriamente, queste libro è un
vasto e documentato “repertorio” di fatti, di notizie, di documenti,
di informazioni, di curiosità sulla vita della gente di Boara lungo i
secoli. È come una vasta base e riserva di materiali costruttivi,
della quale non potrà fare a meno colui che, un giorno, volesse
scrivere una storia scientifica ed organica della Comunità.
Per ora c’è questo testo prezioso. Mi auguro, davvero, che esso sia
accolto e letto, non solo con curiosità ma anche con grande interesse
da parte di tutti.
Mons. Mario Morellato
(già Vicario Generale della Diocesi di Padova)
La carenza di strutture per l’attività culturale è uno dei problemi
più gravi per la nostra comunità. Rammaricati per non poter risolvere
in tempi brevi il problema degli spazi, abbiamo cercato di riparare
continuando a promuovere la realizzazione dei due prestigiosi concorsi
“In diaeto veneto” e Salone Athesis Internet Digital Photo e
concentrando ulteriori sforzi per l’avvio alla Biblioteca Virtuale e
l’istituzione del Terrisaurum (fototeca della Bassa Padovana e del
Polesine).
Inoltre abbiamo creduto e patrocinato quest’opera, BOARA PISANI tra
storia, cronaca, cultura e fede.... Nell’aprile del 2002 abbiamo
conferito l’incarico al Curatore del secondo volume impegnandoci, come
giunta al completo, a collaborare per la buona riuscita del lavoro.
Questo volume è un primo ed entusiasmante risultato concreto;
ringraziamo sentitamente quanti hanno collaborato, ma in particolrar
modo per dedizione mostrata, don Stefano Zuanon per le ricerche
storiche, Graziano Zanin e i suoi assidui collaboratori Giovanni Casna
ed Antonello Zambon per le ricerche fotografiche. Un grazie ai
collaboratori fotografi Enrico Andreotti e Micol Zanin, nonché ai
collaboratori per l’elaborazione dei testi Andrea Zanin e Manuel
Miotto.
La giunta comunale di Boara Pisani:
Giovanni Beraldo, Orlando Gastaldello,
M . Patrizia Paiola, Luca Pescarin, C. Ermes Zanella
Erano passati appena 14 mesi da quando, nel giugno 1920, don Angelo
Capuzzo lasciò la Parrocchia di Boara Pisani e don Valentino Salbego –
allora 38enne – fece il suo ingresso in parrocchia (contava all’epoca
3470 anime) l’8 agosto 1921. Dopo un periodo, seppur breve, di
interregno il nuovo parroco ne ricavò una spiacevole impressione. “Un
campo devastato dalla gragnola si poteva credere la parrocchia (…),
oppure la si poteva assomigliare agli avanzi di un edificio rovinato
dall’incendio”. “I sorrisini di compassione e gli ironici auguri della
gente” non mancarono al novello pastore.
Nella mia ricerca la cosa mi incuriosì, e non poco!, tanto da
suggerirmi di approfondire ulteriormente le scarse conoscenze a mia
disposizione per capire, di più e meglio, questo lembo di terra - che
si estende per circa otto chilometri lungo la riva sinistra del fiume
Adige - e la gente che vi ci abita.
Don Stefano Zuanon, parroco di Boara Pisani
La volontà di dare un libro a Boara è nata diversi anni fa. Il
progetto è stato più volte accarezzato, discusso, rinviato, sospeso,
ripreso; siamo stati costretti a “pause di riflessione” di fronte a
varie difficoltà, non ultime quelle relative alla disponibilità
finanziaria necessaria per realizzare l’opera, ma la costanza con la
quale il lavoro è stato portato avanti dall’associazione culturale
Athesis e dal Comitato di Gestione della Biblioteca Comunale, ha fatto
sì che il progetto trovasse l’adeguato compimento.
La volontà di dare una sistemazione strutturata al ricco materiale
prodotto fin dagli anni Sessanta da Livio Ferrari si è concretizzata
cinque anni fa con il progetto Boara 2000 che è rimasto però a lungo
latente. Finalmente il decisionismo di don Stefano Zuanon ha
determinato il fatto nuovo che ha costretto gli indecisi a stabilire
dei tempi certi per l’uscita della pubblicazione. Mi auguro che questo
primo volume stimoli ulteriori disponibilità a collaborare al secondo
che è già stato impostato nel suo complesso, ma che offre ancora spazi
per proposte.
Graziano Zanin, curatore del secondo volume
presidente Biblioteca Comunale ed Associazione Culturale Athesis
P I A N O dell’ O P E R A
Volume I
BOARA PISANI tra storia, cronaca, cultura e fede...
Con particolare riferimento alla storia e alla fede
Boara: fra storia e leggenda
Le acque minacciose dell’Adige
CARTE del territorio
Toponimi a Boara
MODIFICAZIONI DEL TERRITORIO
TERRA ACQUE UOMINI IN BASSA PADOVANA
Ca’ Bianca
soprannomI
DUE “FIGLI” ILLUSTRI di Boara Pisani
Analisi storica dell’abitazione in Boara Pisani
mondo contadinO
PELLAGRA E MISERIA
BRIGANTAGGIO
ORIGINE POLITICA DEL COMUNE DI BOARA PISANI
La storia del paesaggio
I mUlini natanti dell’Adige
Il ponte di Boara Pisani
Storia della chiesa di Boara Pisani
Uno “spaccato” di vita di dai necrologi nel 600
Un’“istantanea” dalle visite pastorali
Genealogia della “fede”, non elenco sterile di nomi
PARROCI A BOARA PISANI
la guerra raccontata
da un parroco
Volume II
BOARA PISANI tra storia, cronaca, cultura e fede...
Con particolare riferimento al territorio, alla cronaca e alla cultura
Nella seconda parte saranno inseriti nuovi argomenti.
Riguarderanno soprattutto la cronaca del Novecento con riferimento
alla vita civica.
Troveranno spazio anche ulteriori contributi, soprattutto immagini,
relativi agli argomenti già trattati in questo volume. |