C A P P E L   D' A S I N O   E   L O D I

COD: 0051

Autore: Autori vari

Formato: 20x30

Pagine: 160

Anno: Maggio 2001

Prezzo: € 20

Disponibilità: SI     

   

...Quante volte pensando al nostro maestro di scuola elementare ci commuoviamo come ad un film romantico e strappalacrime. Guardare indietro a volte è come guardare un film della nostra infanzia, della nostra crescita e della crescita e dello sviluppo dell' Italia di oggi.... In un momento che ci appare difficile per la scuola di oggi e più in generale per il rapporto fra diverse generazioni, recuperare la tradizione dell'insegnamento e in particolare quella che affonda le sue radici nel nostro territorio significa anche a aprire una prospettiva più ampia e concreta sui cambiamenti, sicuramente positivi, che ci aspettano negli anni a venire...

“Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo”
Padova, Galleria Civica di Piazza Cavour, 15 marzo - 27 aprile 2003


Comune di Padova - Assessorato alla Cultura
Comune e Direzione Didattica di Albignasego

In collaborazione con:
Università degli Studi di Padova - Facoltà di Scienze della Formazione
Regione del Veneto
Provincia di Padova
Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto. Direzione Generale
Centro Servizi Amministrativi di Padova

La mostra è stata realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, dal Comune di Albignasego e dalla Direzione Didattica di Albignasego
Organizzazione: Settore Attività Culturali del Comune di Padova e Direzione Didattica di Albignasego
Cura della mostra: Direzione Didattica di Albignasego
Direzione della mostra: Mirella Cisotto Nalon, Settore Attività Culturali del Comune di Padova
Segreteria Organizzativa: Francesca Maria Tedeschi, Settore Attività Culturali del Comune di Padova
Promozione: Giovanna Paganin, Clara Saioni, Francesca Tedeschi - Settore Attività Culturali del Comune di Padova
Allestimento: squadra allestimenti - Settore Attività Culturali del Comune di Padova: Valter Spedicato (coordinamento tecnico), Franco Paccagnella, Luca Galtarossa, Claudio Spinello, Silvano Perin, Gianni Bernardi, Moreno Michelan, Giancarlo Gugliemo
Animazione: Insegnanti, Genitori, Personale amministrativo ed ausiliario della Direzione Didattica di Albignasego; Compagnia teatrale “C’era… c’è” di Albignasego; Studentesse del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria

Hanno inoltre collaborato fornendo materiale e consulenza:
Museo dell’Educazione - Università di Padova
Centro Studi Alberto Manzi - Bologna
Centro Documentazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana - Firenze
Museo della Terza Armata - Padova
Museo dell’Aria e dello Spazio - Due Carrare
Istituto Luce - Roma
Collezionisti: Giovanni Albertin, Mario Ferro, Lorenza Paluan, Gianna Turra

Questo libro è pubblicato nel quadro della manifestazione “Cappel d’asino e…lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo” giunta alla seconda edizione e realizzata con il contributo della Regione del Veneto e dalla Provincia di Padova

I testi del volume sono stati curati da:
Valeria Bravi e Marilena Loteni (cap. I)
Luigino Grossele (cap. II e VII)
Monica Gianesini e Diego Pulliero (cap. III)
Stefania Galiazzo e Annalia Menegazzo (cap. IV)
Marta Meneghetti e Mara Rigato (cap. V)
Monica Masiero e Maria Teresa Toffano (cap. VI)
Susanna Masiero ed Elisabetta Zaggia hanno curato, in modo trasversale nei vari capitoli,
rispettivamente la parte relativa alla storia dei libri di testo e alla figura dell’insegnante
Luigino Grossele ha curato l’impostazione generale dell’opera
Patrizia Zamperlin, docente di Storia della scuola e responsabile del Museo dell’Educazione
dell’Università di Padova, ha fornito la consulenza scientifica

Impostazione grafica: Enrico Andreotti e Graziano Zanin
Fotografie: Archivi Centro Studi La Chiave, Associazione Culturale Athesis
e raccolta effettuata tra cittadini, insegnanti e genitori delle scuole venete
Enrico Andreotti e Graziano Zanin
Gli editori sono a disposizione di eventuali aventi diritto non rintracciati

Tutti i diritti sono riservati agli editori

La pubblicazione di questo libro è stata possibile grazie al contributo della Banca Antonveneta

Giuliano Pisani
Assessore alla Cultura

Giustina Mistrello Destro
Sindaco di Padova
Comune di Padova

L’8 giugno del 1915 “dei bambini di un paesello del Distretto di Padova” - questo è il loro modo di firmarsi - scrivevano così al soldato al fronte Giovanni Lombardo del 46° Reggimento Fanteria, 9a Compagnia: “Le tue parole sono scese nel nostro cuore e ogni mattina prima d’incominciare la lezione giungiamo le nostre manine e, colla nostra maestra rivolgiamo per te, per voi, una calda preghiera al Signore affinché possiate ritornar presto sani, felici, vincitori!”
Questo è un singolare esempio (il documento è esposto in mostra) di come la scuola sia stata presente e coinvolta in un momento particolarmente triste e delicato della vita civile del nostro paese. Anche durante la seconda guerra mondiale la corrispondenza con i soldati al fronte da parte delle scolaresche, pur essendo ufficialmente sostenuta dallo Stato, rappresentava una sorta di partecipazione morale che insegnanti e alunni, a prescindere dalle direttive che venivano dall’alto, avrebbero comunque messo in atto.
La presenza del mondo della scuola, in via ufficiale o spontanea, nelle vicende della società è una costante che si ritrova in molte, se non in tutte le occasioni, grandi e piccole, della nostra storia civile. Proprio questa sua presenza continua, in vesti diverse, talvolta da protagonista, tal’altra da comparsa, è il filo conduttore della mostra “Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo”. Vi si espone un ricchissimo repertorio di documenti e di ricostruzioni di ambienti e personaggi, leggibile da angolature diverse e con sfumature diverse. Ciascuno potrà valutare le fonti e interpretare le varie vicende, civili e scolastiche, assegnandovi una personale valenza politica e un giudizio basato su criteri oggettivi e soggettivi. La marcia in ordine ternario degli scolaretti Balilla e delle Piccole italiane o le vicende della scuola di Barbiana e di don Milani o, ancora, per giungere ai giorni nostri, il confronto-scontro a distanza tra la riforma dei cicli dei ministri Moratti e Berlinguer, evidenzieranno “concordanze” e “antinomie”, distinguo e precisazioni, adesione incondizionata ad alcune scelte e netto rifiuto di altre. Nel contempo, però, costituiranno spunti straordinari per ripensare al ruolo della scuola nella società. Un ruolo che non è poi tanto cambiato nell’ultimo secolo e che non può essere scisso da quello dei suoi principali attori: alunni, docenti e genitori. La mostra è dedicata proprio a loro e al ruolo centrale che, con diverse sfumature legate ai contesti storico-politico e pedagogico di riferimento, hanno sempre rivestito a partire dall’Unità d’Italia. Questa centralità è evidenziata in vario modo. Non ultimo quello di aver collocato la mostra nella Galleria civica di piazza Cavour, nel cuore della nostra città.

Il Comune di Albignasego ripropone a Padova, assieme alla Direzione Didattica, la manifestazione Cappel d’asino e… lodi: concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo, che rappresenta per il tema, per il momento storico e per l’ampia visione sul mondo dell’istruzione, un’occasione di indiscutibile originalità per riflettere sui progressi fatti nella politica scolastica in Italia in questo secolo e sulla necessità di affrontare con coraggio un periodo di riforme strutturali. La manifestazione si svolge infatti in un momento storico di trasformazioni rivoluzionarie (l’autonomia e la parità scolastica, la riforma del titolo V della Costituzione, la riforma dei cicli) ancora lontane dall’essere compiute, ma che sottendono una necessità ormai riconosciuta da tutti, siano essi politici, dirigenti scolastici, docenti o genitori, di intraprendere una competitiva politica dell’educazione e della formazione, in linea con i criteri della formazione degli altri stati europei. Alla scuola è, e deve essere, riconosciuta una funzione strategica nella società e ciò che fa la scuola deve essere interesse di tutti: famiglie, imprese e parti sociali. Il ruolo centrale che la scuola ha sempre esercitato in un determinato territorio e con i soggetti di quell’area emerge chiaramente anche dallo studio di questo “atlante storico” di storia della scuola. La sua lettura offre la straordinaria occasione di guardare al passato e di trarne gli opportuni insegnamenti. Se nel passato la scuola era, per esempio, il luogo di una minima alfabetizzazione oppure di selezione di una élite, oggi si pone degli obiettivi ben diversi che vanno dalla necessità di innalzare il livello culturale a quella di offrire una valida professionalità, a quella infine di raggiungere alti livelli di competitività e qualità. Dalla sua lettura risulta subito evidente quante siano le importanti trasformazioni che hanno interessato, nel giro di pochi decenni, le radici dalle quali si è sviluppata. Se è infatti vero che “la storia è maestra di vita” chissà che questa iniziativa non sia l’occasione perché si sviluppi, su questi temi, un dibattito concreto e costruttivo.
Oggi è sempre più necessario che la scuola si interroghi sulla qualità del “prodotto” che offre agli “utenti” per garantire una sicura affidabilità interna ed esterna, nei confronti soprattutto dei soggetti con i quali deve essere in sinergia, primi tra tutti le famiglie.

Albignasego, marzo 2003

Lanfranco Casale
Sindaco di Albignasego

Fabrizio Malachin
Assessore alla Pubblica Istruzione
Comune di Albignasego

Quante volte pensando al nostro maestro di scuola elementare ci commuoviamo come ad un film romantico e strappalacrime. Guardare indietro a volte è come guardare un film della nostra infanzia, della nostra crescita e della crescita e dello sviluppo dell’Italia di oggi. Guardare all’ultimo secolo di storia del nostro territorio attraverso lo spiraglio offerto dalla scuola dell’obbligo, rappresenta un sistema intelligente ed efficace per recuperare una parte fondamentale del nostro vissuto. Per questo l’iniziativa del Comune di Albignasego, che si ripropone questa volta a Padova città, è subito piaciuta all’Amministrazione Provinciale, che ha voluto partecipare in prima persona alla manifestazione.
La mostra Cappel d’asino e… lodi e il concorso letterario Il mio maestro ci consentiranno di mettere a fuoco una storia fatta di “storie”, degli scolari e dei loro insegnanti, andando a cogliere le differenze e le analogie non soltanto nell’ambito della didattica in senso stretto, ma anche di tutto quel mondo di aspettative, di impegno, di soddisfazioni e difficoltà che fanno parte della vita scolastica e quindi della crescita personale di ciascuno di noi.
La ricerca di materiale effettuata dagli organizzatori nei territori della provincia di Padova, delle province venete e presso le comunità dei veneti oriundi residenti all’estero conferisce a questa manifestazione una dimensione locale, ma non localistica, proiettata verso l’esterno e verso il futuro. Non a caso, si pensa di fare di questo materiale una vera e propria mostra itinerante che potrà essere ospitata anche negli altri Comuni della provincia e della regione che ne faranno richiesta e, possibilmente, in altre zone d’Italia.
In un momento di grandi trasformazioni per il mondo della scuola e più in generale per il rapporto fra diverse generazioni, recuperare la tradizione dell’insegnamento e in particolare quella che affonda le sue radici nel nostro territorio significa anche aprire una prospettiva più ampia e concreta sui cambiamenti, sicuramente positivi, che ci aspettano negli anni a venire.

Padova, marzo 2003

IL PRESIDENTE
PROVINCIA DI PADOVA
Vittorio Casarin

L’ASSESSORE
PUBBLICA ISTRUZIONE
PROVINCIA DI PADOVA
Sebastiano Arcoraci

L’ASSESSORE
ALLA CULTURA
PROVINCIA DI PADOVA
Vera Slepoj

Fornisco volentieri il mio contributo a questa importante Iniziativa che, partendo da Albignasego, si ferma ora a Padova per spostarsi, itinerante, in altre parti del Veneto e d’Italia.
Ci leggo dentro prima di tutto un grande amore per la scuola. Un sentimento positivo che la percorre nei decenni, nonostante momenti di delusione e di sconforto.
Certo, il mutare dei tempi comporta la fatica – ma anche il gusto – di mettersi sempre in discussione. Attualmente come Regione, stiamo compiendo un lavoro, ritengo apprezzato, di affiancamento alla scuola veneta per contribuire a potenziarne soprattutto gli aspetti di qualità.
Oggi non c’è più spazio, quasi certamente, “dietro alla lavagna”; c’è invece ancora un enorme spazio di lavoro, in parte inedito, per confrontarsi soprattutto con i ragazzi (e con le famiglie) più in difficoltà o, meglio, con difficoltà e con vissuti molto diversi da quelli di un tempo.
Percorriamo dunque il percorso di questa Mostra anche come occasione per riflettere. E, intanto, complimentiamoci con i promotori e con gli organizzatori anche per il positivo gioco di squadra che ha reso possibile la fruizione di questo pacchetto integrato di iniziative originali.

L’Assessore alla Cultura,
Istruzione ed Identità Veneta
Prof. Ermanno Serrajotto

P R E S E N T A Z I O N E

Sono lieto di salutare questa pubblicazione e, con essa, l’insieme delle manifestazioni Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo promosse dalla Direzione Didattica di Albignasego e realizzate nell’ambito del paternariato tra questa e il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Padova.
Esse stanno a dimostrare da un lato la vitalità della scuola, dall’altro i risultati ai quali può condurre la collaborazione tra due istituzioni - scuola e università appunto - quando sono accomunate da un unico progetto, quello della preparazione degli insegnanti.
La lettura di queste pagine che ripercorrono, in forma piana e scorrevole, i momenti essenziali della storia dell’istruzione elementare in Italia dall’Unità ad oggi, rappresenta la guida migliore per apprezzare i materiali esposti nella mostra. Essi acquistano infatti, proprio grazie alla contestualizzazione proposta dalla pagina scritta, la capacità di parlarci, offrendoci così la ricchezza di quel patrimonio di documentazione storica di cui sono portatori.
Arredi e sussidi didattici, libri e quaderni, astucci e pennini, fotografie e pagelle ci consentono infatti non solo di entrare nella vita quotidiana della scuola, ma anche di cogliere la realtà sociale, politica e culturale di cui la scuola è stata, e inevitabilmente è, espressione.
Libro e mostra sono quindi iniziative parallele; entrambe testimoniano l’impegno di un gruppo di insegnanti che, coordinati dal direttore Luigino Grossele, hanno prima studiato la storia della scuola, poi realizzato percorsi didattici con i loro alunni, infine proposto all’intera comunità una rilettura del proprio passato.
Una operazione impegnativa, ma in grado di aiutarci a capire il percorso che ci ha portati, oggi, a vivere una profonda trasformazione del nostro sistema formativo. Si è trattato di un percorso lungo, a volte sinuoso, punteggiato dalle riflessioni dei pedagogisti e caratterizzato dalle scelte dei politici, ma che ha sempre visto poi, alla fine, due soli protagonisti: maestri e scolari.

Luciano Galliani
Preside della Facoltà
di Scienze della Formazione
Università di Padova

I N T R O D U Z I O N E

Di cappelli ce ne sono tanti, di varia foggia, di diverso valore, economico e simbolico. Possono essere espressione di potere (la corona), di autorità, di travestimento, … Tutti noi, sicuramente, almeno una volta nella vita, abbiamo portato un cappello. C’è anche chi - tanto nascondersi non serve - ha portato un cappel d’asino. E… se proprio non era un cappello, ma erano orecchie d’asino, fa lo stesso. Come lo stesso fanno anche i sassolini sotto le ginocchia, il trovar posto dietro la lavagna o fuori della porta. Sono tutti “cappelli…”, sono tutti simboli di disapprovazione, di derisione degli scolari che non fanno il loro dovere e che, proprio per questo, secondo la migliore tradizione, restano… asini.
Nella scuola di oggi, per fortuna, il cappello e le orecchie d’asino sono stati riposti in vecchi armadi. Vengono riesumati, come pezzi d’antiquariato, solo in occasioni speciali, come ad esempio una mostra della scuola d’altri tempi.
Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo ha fatto di questi dismessi e appariscenti copricapo il motivo conduttore del proprio messaggio culturale. Per l’occasione, però, non si è evocato soltanto il passato ma si è data voce anche a molti dei più significativi avvenimenti che hanno investito la scuola italiana, in particolare quella dell’obbligo, fino ai primi giorni del terzo millennio. Strano a dirsi. Ma ritroviamo ancora il nostro cappello! Certo, non è più quello di prima. Col passar del tempo si è smaterializzato, si è trasformato in sottili ironie, allusioni, parole mezze dette agli scolari per evidenziare le loro incapacità e i lori ritardi. Ma il suo significato di biasimo e di messa alla berlina non è stato assolutamente scalfito.
Evidentemente, il “cappel d’asino” è solo uno dei tanti spunti di riflessione che evidenziano come, almeno negli ultimi cento anni, la scuola sia sì cambiata, soprattutto nella forma, talvolta anche in termini contraddittori, ma abbia mantenuto anche molte concordanze, molte somiglianze col passato, quasi a renderla difficilmente alterabile, soprattutto nella sostanza. La sua resistenza al cambiamento - e qui non stiamo a disquisire sui motivi - di fronte alla rapida e straordinaria evoluzione della società, alimenta antinomie, paradossi, incoerenze tra l’esistente ed il voluto, tra gli obiettivi da conseguire e i mezzi per raggiungerli.
La sensazione di una scuola trasformatasi nel corso del Novecento in modo altalenante, tra brusche accelerazioni e momenti di ristagno, dovrebbe emergere dalla visita alla mostra Cappel d’asino e… lodi e dalla lettura di questo libro che della stessa mostra ne ritrae gli aspetti più significativi. Il tutto è stato composto dagli insegnanti della direzione didattica di Albignasego che, assieme a me, partendo dall’idea di realizzare un curricolo di storia della scuola per gli alunni delle classi quinte del circolo, si sono appassionati al lavoro della ricerca storica, hanno studiato, hanno scritto. Il proposito iniziale si è ampliato a tal punto da risultare, alla fine, una vera e propria seconda attività. L’impegno è stato notevolissimo ma i risultati ottenuti sono altrettanto notevoli, almeno così ci sembra.
Un’operazione di tale portata si è potuta realizzare solo grazie alla collaborazione, sia morale che materiale ed economica, assicurata da molte persone, enti, istituzioni e privati. Il concorso dei Comuni di Padova e di Albignasego, della Provincia di Padova e della Regione del Veneto sono stati fondamentali. Indispensabile è risultato l’aiuto di molti cittadini che hanno messo a disposizione della scuola materiali di inestimabile valore affettivo. Il lungo elenco delle collaborazioni ricevute è stato riportato nelle pagine finali del libro.
Desidero comunque anticipare un riconoscente ringraziamento alle insegnanti Marilena Loteni e Valeria Bravi per il prezioso aiuto assicurato nell’organizzare la mostra; alla professoressa Patrizia Zamperlin, responsabile del Museo dell’Educazione dell’Università di Padova, per l’opera di aggiornamento dei docenti e per la consulenza prestata nell’elaborazione del libro; all’assessore alla Cultura del Comune di Padova prof. Giuliano Pisani e all’assessore alla Pubblica Istruzione di Albignasego, dr. Fabrizio Malachin, per aver sostenuto l’intera iniziativa.
A Graziano Zanin, insegnante, fotografo, curatore della grafica di questa pubblicazione, va infine il mio grazie più sentito. Senza il suo contributo di lavoro appassionato e di idee non si sarebbe mai potuto ottenere un prodotto di tale qualità.
In fin dei conti la scuola, nonostante i “cappel d’asino”, si merita anche… lodi.

Il Dirigente Scolastico
Luigino Grossele