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...Quante volte pensando al nostro maestro di
scuola elementare ci commuoviamo come ad un film romantico e
strappalacrime. Guardare indietro a volte è come guardare un film
della nostra infanzia, della nostra crescita e della crescita e dello
sviluppo dell' Italia di oggi.... In un momento che ci appare
difficile per la scuola di oggi e più in generale per il rapporto fra
diverse generazioni, recuperare la tradizione dell'insegnamento e in
particolare quella che affonda le sue radici nel nostro territorio
significa anche a aprire una prospettiva più ampia e concreta sui
cambiamenti, sicuramente positivi, che ci aspettano negli anni a
venire... “Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e
antinomie nella scuola del XX secolo”
Padova, Galleria Civica di Piazza Cavour, 15 marzo - 27 aprile 2003
Comune di Padova - Assessorato alla Cultura
Comune e Direzione Didattica di Albignasego
In collaborazione con:
Università degli Studi di Padova - Facoltà di Scienze della Formazione
Regione del Veneto
Provincia di Padova
Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto. Direzione Generale
Centro Servizi Amministrativi di Padova La
mostra è stata realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di
Padova, dal Comune di Albignasego e dalla Direzione Didattica di
Albignasego
Organizzazione: Settore Attività Culturali del Comune di Padova e
Direzione Didattica di Albignasego
Cura della mostra: Direzione Didattica di Albignasego
Direzione della mostra: Mirella Cisotto Nalon, Settore Attività
Culturali del Comune di Padova
Segreteria Organizzativa: Francesca Maria Tedeschi, Settore Attività
Culturali del Comune di Padova
Promozione: Giovanna Paganin, Clara Saioni, Francesca Tedeschi -
Settore Attività Culturali del Comune di Padova
Allestimento: squadra allestimenti - Settore Attività Culturali del
Comune di Padova: Valter Spedicato (coordinamento tecnico), Franco
Paccagnella, Luca Galtarossa, Claudio Spinello, Silvano Perin, Gianni
Bernardi, Moreno Michelan, Giancarlo Gugliemo
Animazione: Insegnanti, Genitori, Personale amministrativo ed
ausiliario della Direzione Didattica di Albignasego; Compagnia
teatrale “C’era… c’è” di Albignasego; Studentesse del Corso di Laurea
in Scienze della Formazione Primaria
Hanno inoltre collaborato fornendo materiale e consulenza:
Museo dell’Educazione - Università di Padova
Centro Studi Alberto Manzi - Bologna
Centro Documentazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana -
Firenze
Museo della Terza Armata - Padova
Museo dell’Aria e dello Spazio - Due Carrare
Istituto Luce - Roma
Collezionisti: Giovanni Albertin, Mario Ferro, Lorenza Paluan, Gianna
Turra
Questo libro è pubblicato nel quadro della manifestazione “Cappel
d’asino e…lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX secolo”
giunta alla seconda edizione e realizzata con il contributo della
Regione del Veneto e dalla Provincia di Padova
I testi del volume sono stati curati da:
Valeria Bravi e Marilena Loteni (cap. I)
Luigino Grossele (cap. II e VII)
Monica Gianesini e Diego Pulliero (cap. III)
Stefania Galiazzo e Annalia Menegazzo (cap. IV)
Marta Meneghetti e Mara Rigato (cap. V)
Monica Masiero e Maria Teresa Toffano (cap. VI)
Susanna Masiero ed Elisabetta Zaggia hanno curato, in modo trasversale
nei vari capitoli,
rispettivamente la parte relativa alla storia dei libri di testo e
alla figura dell’insegnante
Luigino Grossele ha curato l’impostazione generale dell’opera
Patrizia Zamperlin, docente di Storia della scuola e responsabile del
Museo dell’Educazione
dell’Università di Padova, ha fornito la consulenza scientifica
Impostazione grafica: Enrico Andreotti e Graziano Zanin
Fotografie: Archivi Centro Studi La Chiave, Associazione Culturale
Athesis
e raccolta effettuata tra cittadini, insegnanti e genitori delle
scuole venete
Enrico Andreotti e Graziano Zanin
Gli editori sono a disposizione di eventuali aventi diritto non
rintracciati
Tutti i diritti sono riservati agli editori
La pubblicazione di questo libro è stata possibile grazie al
contributo della Banca Antonveneta Giuliano Pisani
Assessore alla Cultura
Giustina Mistrello Destro
Sindaco di Padova
Comune di Padova
L’8 giugno del 1915 “dei bambini di un paesello del
Distretto di Padova” - questo è il loro modo di firmarsi - scrivevano
così al soldato al fronte Giovanni Lombardo del 46° Reggimento
Fanteria, 9a Compagnia: “Le tue parole sono scese nel nostro cuore e
ogni mattina prima d’incominciare la lezione giungiamo le nostre
manine e, colla nostra maestra rivolgiamo per te, per voi, una calda
preghiera al Signore affinché possiate ritornar presto sani, felici,
vincitori!”
Questo è un singolare esempio (il documento è esposto in mostra) di
come la scuola sia stata presente e coinvolta in un momento
particolarmente triste e delicato della vita civile del nostro paese.
Anche durante la seconda guerra mondiale la corrispondenza con i
soldati al fronte da parte delle scolaresche, pur essendo
ufficialmente sostenuta dallo Stato, rappresentava una sorta di
partecipazione morale che insegnanti e alunni, a prescindere dalle
direttive che venivano dall’alto, avrebbero comunque messo in atto.
La presenza del mondo della scuola, in via ufficiale o spontanea,
nelle vicende della società è una costante che si ritrova in molte, se
non in tutte le occasioni, grandi e piccole, della nostra storia
civile. Proprio questa sua presenza continua, in vesti diverse,
talvolta da protagonista, tal’altra da comparsa, è il filo conduttore
della mostra “Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella
scuola del XX secolo”. Vi si espone un ricchissimo repertorio di
documenti e di ricostruzioni di ambienti e personaggi, leggibile da
angolature diverse e con sfumature diverse. Ciascuno potrà valutare le
fonti e interpretare le varie vicende, civili e scolastiche,
assegnandovi una personale valenza politica e un giudizio basato su
criteri oggettivi e soggettivi. La marcia in ordine ternario degli
scolaretti Balilla e delle Piccole italiane o le vicende della scuola
di Barbiana e di don Milani o, ancora, per giungere ai giorni nostri,
il confronto-scontro a distanza tra la riforma dei cicli dei ministri
Moratti e Berlinguer, evidenzieranno “concordanze” e “antinomie”,
distinguo e precisazioni, adesione incondizionata ad alcune scelte e
netto rifiuto di altre. Nel contempo, però, costituiranno spunti
straordinari per ripensare al ruolo della scuola nella società. Un
ruolo che non è poi tanto cambiato nell’ultimo secolo e che non può
essere scisso da quello dei suoi principali attori: alunni, docenti e
genitori. La mostra è dedicata proprio a loro e al ruolo centrale che,
con diverse sfumature legate ai contesti storico-politico e pedagogico
di riferimento, hanno sempre rivestito a partire dall’Unità d’Italia.
Questa centralità è evidenziata in vario modo. Non ultimo quello di
aver collocato la mostra nella Galleria civica di piazza Cavour, nel
cuore della nostra città.
Il Comune di Albignasego ripropone a Padova, assieme alla Direzione
Didattica, la manifestazione Cappel d’asino e… lodi: concordanze e
antinomie nella scuola del XX secolo, che rappresenta per il tema, per
il momento storico e per l’ampia visione sul mondo dell’istruzione,
un’occasione di indiscutibile originalità per riflettere sui progressi
fatti nella politica scolastica in Italia in questo secolo e sulla
necessità di affrontare con coraggio un periodo di riforme
strutturali. La manifestazione si svolge infatti in un momento storico
di trasformazioni rivoluzionarie (l’autonomia e la parità scolastica,
la riforma del titolo V della Costituzione, la riforma dei cicli)
ancora lontane dall’essere compiute, ma che sottendono una necessità
ormai riconosciuta da tutti, siano essi politici, dirigenti
scolastici, docenti o genitori, di intraprendere una competitiva
politica dell’educazione e della formazione, in linea con i criteri
della formazione degli altri stati europei. Alla scuola è, e deve
essere, riconosciuta una funzione strategica nella società e ciò che
fa la scuola deve essere interesse di tutti: famiglie, imprese e parti
sociali. Il ruolo centrale che la scuola ha sempre esercitato in un
determinato territorio e con i soggetti di quell’area emerge
chiaramente anche dallo studio di questo “atlante storico” di storia
della scuola. La sua lettura offre la straordinaria occasione di
guardare al passato e di trarne gli opportuni insegnamenti. Se nel
passato la scuola era, per esempio, il luogo di una minima
alfabetizzazione oppure di selezione di una élite, oggi si pone degli
obiettivi ben diversi che vanno dalla necessità di innalzare il
livello culturale a quella di offrire una valida professionalità, a
quella infine di raggiungere alti livelli di competitività e qualità.
Dalla sua lettura risulta subito evidente quante siano le importanti
trasformazioni che hanno interessato, nel giro di pochi decenni, le
radici dalle quali si è sviluppata. Se è infatti vero che “la storia è
maestra di vita” chissà che questa iniziativa non sia l’occasione
perché si sviluppi, su questi temi, un dibattito concreto e
costruttivo.
Oggi è sempre più necessario che la scuola si interroghi sulla qualità
del “prodotto” che offre agli “utenti” per garantire una sicura
affidabilità interna ed esterna, nei confronti soprattutto dei
soggetti con i quali deve essere in sinergia, primi tra tutti le
famiglie. Albignasego, marzo 2003
Lanfranco Casale
Sindaco di Albignasego
Fabrizio Malachin
Assessore alla Pubblica Istruzione
Comune di Albignasego Quante volte pensando al
nostro maestro di scuola elementare ci commuoviamo come ad un film
romantico e strappalacrime. Guardare indietro a volte è come guardare
un film della nostra infanzia, della nostra crescita e della crescita
e dello sviluppo dell’Italia di oggi. Guardare all’ultimo secolo di
storia del nostro territorio attraverso lo spiraglio offerto dalla
scuola dell’obbligo, rappresenta un sistema intelligente ed efficace
per recuperare una parte fondamentale del nostro vissuto. Per questo
l’iniziativa del Comune di Albignasego, che si ripropone questa volta
a Padova città, è subito piaciuta all’Amministrazione Provinciale, che
ha voluto partecipare in prima persona alla manifestazione.
La mostra Cappel d’asino e… lodi e il concorso letterario Il mio
maestro ci consentiranno di mettere a fuoco una storia fatta di
“storie”, degli scolari e dei loro insegnanti, andando a cogliere le
differenze e le analogie non soltanto nell’ambito della didattica in
senso stretto, ma anche di tutto quel mondo di aspettative, di
impegno, di soddisfazioni e difficoltà che fanno parte della vita
scolastica e quindi della crescita personale di ciascuno di noi.
La ricerca di materiale effettuata dagli organizzatori nei territori
della provincia di Padova, delle province venete e presso le comunità
dei veneti oriundi residenti all’estero conferisce a questa
manifestazione una dimensione locale, ma non localistica, proiettata
verso l’esterno e verso il futuro. Non a caso, si pensa di fare di
questo materiale una vera e propria mostra itinerante che potrà essere
ospitata anche negli altri Comuni della provincia e della regione che
ne faranno richiesta e, possibilmente, in altre zone d’Italia.
In un momento di grandi trasformazioni per il mondo della scuola e più
in generale per il rapporto fra diverse generazioni, recuperare la
tradizione dell’insegnamento e in particolare quella che affonda le
sue radici nel nostro territorio significa anche aprire una
prospettiva più ampia e concreta sui cambiamenti, sicuramente
positivi, che ci aspettano negli anni a venire.
Padova, marzo 2003
IL PRESIDENTE
PROVINCIA DI PADOVA
Vittorio Casarin
L’ASSESSORE
PUBBLICA ISTRUZIONE
PROVINCIA DI PADOVA
Sebastiano Arcoraci
L’ASSESSORE
ALLA CULTURA
PROVINCIA DI PADOVA
Vera Slepoj Fornisco volentieri il mio
contributo a questa importante Iniziativa che, partendo da
Albignasego, si ferma ora a Padova per spostarsi, itinerante, in altre
parti del Veneto e d’Italia.
Ci leggo dentro prima di tutto un grande amore per la scuola. Un
sentimento positivo che la percorre nei decenni, nonostante momenti di
delusione e di sconforto.
Certo, il mutare dei tempi comporta la fatica – ma anche il gusto – di
mettersi sempre in discussione. Attualmente come Regione, stiamo
compiendo un lavoro, ritengo apprezzato, di affiancamento alla scuola
veneta per contribuire a potenziarne soprattutto gli aspetti di
qualità.
Oggi non c’è più spazio, quasi certamente, “dietro alla lavagna”; c’è
invece ancora un enorme spazio di lavoro, in parte inedito, per
confrontarsi soprattutto con i ragazzi (e con le famiglie) più in
difficoltà o, meglio, con difficoltà e con vissuti molto diversi da
quelli di un tempo.
Percorriamo dunque il percorso di questa Mostra anche come occasione
per riflettere. E, intanto, complimentiamoci con i promotori e con gli
organizzatori anche per il positivo gioco di squadra che ha reso
possibile la fruizione di questo pacchetto integrato di iniziative
originali. L’Assessore alla Cultura,
Istruzione ed Identità Veneta
Prof. Ermanno Serrajotto
P R E S E N T A Z I O N E
Sono lieto di salutare questa pubblicazione e, con essa, l’insieme
delle manifestazioni Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie
nella scuola del XX secolo promosse dalla Direzione Didattica di
Albignasego e realizzate nell’ambito del paternariato tra questa e il
Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università
di Padova.
Esse stanno a dimostrare da un lato la vitalità della scuola,
dall’altro i risultati ai quali può condurre la collaborazione tra due
istituzioni - scuola e università appunto - quando sono accomunate da
un unico progetto, quello della preparazione degli insegnanti.
La lettura di queste pagine che ripercorrono, in forma piana e
scorrevole, i momenti essenziali della storia dell’istruzione
elementare in Italia dall’Unità ad oggi, rappresenta la guida migliore
per apprezzare i materiali esposti nella mostra. Essi acquistano
infatti, proprio grazie alla contestualizzazione proposta dalla pagina
scritta, la capacità di parlarci, offrendoci così la ricchezza di quel
patrimonio di documentazione storica di cui sono portatori.
Arredi e sussidi didattici, libri e quaderni, astucci e pennini,
fotografie e pagelle ci consentono infatti non solo di entrare nella
vita quotidiana della scuola, ma anche di cogliere la realtà sociale,
politica e culturale di cui la scuola è stata, e inevitabilmente è,
espressione.
Libro e mostra sono quindi iniziative parallele; entrambe testimoniano
l’impegno di un gruppo di insegnanti che, coordinati dal direttore
Luigino Grossele, hanno prima studiato la storia della scuola, poi
realizzato percorsi didattici con i loro alunni, infine proposto
all’intera comunità una rilettura del proprio passato.
Una operazione impegnativa, ma in grado di aiutarci a capire il
percorso che ci ha portati, oggi, a vivere una profonda trasformazione
del nostro sistema formativo. Si è trattato di un percorso lungo, a
volte sinuoso, punteggiato dalle riflessioni dei pedagogisti e
caratterizzato dalle scelte dei politici, ma che ha sempre visto poi,
alla fine, due soli protagonisti: maestri e scolari.
Luciano Galliani
Preside della Facoltà
di Scienze della Formazione
Università di Padova I N T R O D U Z I
O N E
Di cappelli ce ne sono tanti, di varia foggia, di diverso valore,
economico e simbolico. Possono essere espressione di potere (la
corona), di autorità, di travestimento, … Tutti noi, sicuramente,
almeno una volta nella vita, abbiamo portato un cappello. C’è anche
chi - tanto nascondersi non serve - ha portato un cappel d’asino. E…
se proprio non era un cappello, ma erano orecchie d’asino, fa lo
stesso. Come lo stesso fanno anche i sassolini sotto le ginocchia, il
trovar posto dietro la lavagna o fuori della porta. Sono tutti
“cappelli…”, sono tutti simboli di disapprovazione, di derisione degli
scolari che non fanno il loro dovere e che, proprio per questo,
secondo la migliore tradizione, restano… asini.
Nella scuola di oggi, per fortuna, il cappello e le orecchie d’asino
sono stati riposti in vecchi armadi. Vengono riesumati, come pezzi
d’antiquariato, solo in occasioni speciali, come ad esempio una mostra
della scuola d’altri tempi.
Cappel d’asino e… lodi. Concordanze e antinomie nella scuola del XX
secolo ha fatto di questi dismessi e appariscenti copricapo il motivo
conduttore del proprio messaggio culturale. Per l’occasione, però, non
si è evocato soltanto il passato ma si è data voce anche a molti dei
più significativi avvenimenti che hanno investito la scuola italiana,
in particolare quella dell’obbligo, fino ai primi giorni del terzo
millennio. Strano a dirsi. Ma ritroviamo ancora il nostro cappello!
Certo, non è più quello di prima. Col passar del tempo si è
smaterializzato, si è trasformato in sottili ironie, allusioni, parole
mezze dette agli scolari per evidenziare le loro incapacità e i lori
ritardi. Ma il suo significato di biasimo e di messa alla berlina non
è stato assolutamente scalfito.
Evidentemente, il “cappel d’asino” è solo uno dei tanti spunti di
riflessione che evidenziano come, almeno negli ultimi cento anni, la
scuola sia sì cambiata, soprattutto nella forma, talvolta anche in
termini contraddittori, ma abbia mantenuto anche molte concordanze,
molte somiglianze col passato, quasi a renderla difficilmente
alterabile, soprattutto nella sostanza. La sua resistenza al
cambiamento - e qui non stiamo a disquisire sui motivi - di fronte
alla rapida e straordinaria evoluzione della società, alimenta
antinomie, paradossi, incoerenze tra l’esistente ed il voluto, tra gli
obiettivi da conseguire e i mezzi per raggiungerli.
La sensazione di una scuola trasformatasi nel corso del Novecento in
modo altalenante, tra brusche accelerazioni e momenti di ristagno,
dovrebbe emergere dalla visita alla mostra Cappel d’asino e… lodi e
dalla lettura di questo libro che della stessa mostra ne ritrae gli
aspetti più significativi. Il tutto è stato composto dagli insegnanti
della direzione didattica di Albignasego che, assieme a me, partendo
dall’idea di realizzare un curricolo di storia della scuola per gli
alunni delle classi quinte del circolo, si sono appassionati al lavoro
della ricerca storica, hanno studiato, hanno scritto. Il proposito
iniziale si è ampliato a tal punto da risultare, alla fine, una vera e
propria seconda attività. L’impegno è stato notevolissimo ma i
risultati ottenuti sono altrettanto notevoli, almeno così ci sembra.
Un’operazione di tale portata si è potuta realizzare solo grazie alla
collaborazione, sia morale che materiale ed economica, assicurata da
molte persone, enti, istituzioni e privati. Il concorso dei Comuni di
Padova e di Albignasego, della Provincia di Padova e della Regione del
Veneto sono stati fondamentali. Indispensabile è risultato l’aiuto di
molti cittadini che hanno messo a disposizione della scuola materiali
di inestimabile valore affettivo. Il lungo elenco delle collaborazioni
ricevute è stato riportato nelle pagine finali del libro.
Desidero comunque anticipare un riconoscente ringraziamento alle
insegnanti Marilena Loteni e Valeria Bravi per il prezioso aiuto
assicurato nell’organizzare la mostra; alla professoressa Patrizia
Zamperlin, responsabile del Museo dell’Educazione dell’Università di
Padova, per l’opera di aggiornamento dei docenti e per la consulenza
prestata nell’elaborazione del libro; all’assessore alla Cultura del
Comune di Padova prof. Giuliano Pisani e all’assessore alla Pubblica
Istruzione di Albignasego, dr. Fabrizio Malachin, per aver sostenuto
l’intera iniziativa.
A Graziano Zanin, insegnante, fotografo, curatore della grafica di
questa pubblicazione, va infine il mio grazie più sentito. Senza il
suo contributo di lavoro appassionato e di idee non si sarebbe mai
potuto ottenere un prodotto di tale qualità.
In fin dei conti la scuola, nonostante i “cappel d’asino”, si merita
anche… lodi.
Il Dirigente Scolastico
Luigino Grossele |