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P R E S E N T A Z
I O N E
La pubblicazione è frutto di un impegno che ha visto l’Associazione
Culturale Athesis perseverare con costanza una ricerca sviluppatasi in
diversi anni di attività.
E’ il lavoro che più ha avuto sviluppo temporale nei 32 anni di vita
dell’associazione stessa.
L’importante e cospicuo materiale realizzato e conservato dal socio
Luciano Pavanello, al quale va il primo sentito ringraziamento, ha
riportato "sul campo" il rugby rodigino, quello veneto e nazionale
degli anni Settanta.
Anni di costante lavoro sull’archivio per renderlo fruibile, hanno
trovato la sensibilità da parte dell’ASMSET e del suo direttore
Massimo Nicoli, che ha contribuito alla realizzazione di mostre
fotografiche esposte nel corso del 2009 presso la Gran Guardia di
Rovigo e le Gallerie Athesis (Petrarca di Boara Pisani, Argeo di
Concadirame RO ed Elisir di Stanghella PD).
Il ringraziamento si estende all’associazione Felci d’Oro, e al suo
presidente Massimo Rizzato, che ha messo a disposizione la sua
"partecipazione" alla solidarietà internazionale attraverso il mondo
rugbistico rodigino.
Un plauso alla disponibilità e sostanziosa competenza del giornalista
Roberto Roversi (ex giocatore), che ha permesso di didascalizzare le
foto proposte.
Ancora un grazie all’editore della Rivista di fotografia e...
AthesisNews.it che ha pubblicato questo che dovrebbe essere il primo
di una serie di volumi riguardanti l’archivio Athesis/Terrisaurum/AthesisNews.it/AGS-edizioni.
Infine il ringraziamento al Presidente della Provincia di Rovigo, e al
Sindaco del Comune di Rovigo, per le parole di stima verso il nostro
lavoro.
Come sempre da sottolineare l’impegno di tanti soci dell'Athesis che
con disponibilità, impegno e competenza offrono il proprio tempo
libero. Queste persone costituiscono quell’ossatura indispensabile per
tenere in piedi il volontariato e permettere iniziative come questa.
Come ultima nota tecnica ritengo opportuno precisare che le immagini
proposte sono frutto di una selezione molto impegnativa e coinvolgente
in quanto è stato necessario operare una selezione drastica fra
migliaia di scatti.
Si è operato tenendo presente l'espressività della foto, ma anche il
contenuto relativo agli eventi sportivi e ai personaggi che hanno
scritto il rugby degli anni 70.
Non tutte le immagini sono canonicamente corrette dal punto di vista
tecnico, nonostante l’enorme opera di restauro digitale che ha
permesso il recupero di immagini un tempo improponibili, ma è un
limite accettabile considerata la forza emotiva che queste foto, quasi
totalmente inedite, riescono a trasmettere.
L'archivio sarà consultabile su: www.foto77.it.
Graziano Zanin
Saluto
Nel cuore di tutti noi, e di ciascuno di noi, l'emozione e le tante
suggestioni provocate da uno stadio gremito, dal festoso confondersi
di voci, colori, urla, applausi, sono amplificate dal calore, dalla
passione con cui Rovigo, da sempre, si sposa al Rugby: è la sua
massima gloria, nello sport di squadra; è la risposta del talento, del
coraggio dell'umiltà, della capacità di superare le tante prove che la
nostra Terra e la nostra Gente hanno saputo affrontare.
Ma se nel nostro animo non sbiadiscono le emozioni, è pur vero che
rivedere le immagini e i protagonisti delle più belle imprese dei
nostri "bersaglieri" rinnova la gioia di un tempo e richiama a
ciascuno di noi quei grandi Atleti, quegli sportivi così autentici che
hanno creato la leggenda di Rovigo Città del rugby, conosciuta in ogni
parte del mondo.
E i tanti campioni, nella loro umanità, nella loro grandezza ci
accompagnano nel viaggio che continua, in un mondo, quello del rugby,
per uomini e atleti generosi, forti nell'azione come nell'orgoglio di
appartenere alla Rovigo rugby. Così saranno ancora "in campo" i tanti
Campioni che hanno onorato lo sport e la nostra Città, da Maci
Battaglini a Doro Quaglio, per noi tutti sempre vivi, nella grandezza
di uomini e atleti. E con Loro, e con noi, quegli straordinari
Campioni che, non più "in squadra", ancora sanno offrire lezioni di
sportività e attaccamento ai colori "rossoblu" componendo un'altra
straordinaria squadra, quella dei "Veci".
Fausto Merchiori
Sindaco di Rovigo
Saluto
Sfogliando il vostro libro, guardando le bellissime foto in bianco e
nero, ma soprattutto le persone raffigurate, ho pensato che non poteva
essere scelto titolo migliore che " CUOR di RUGBY '70".
Uno spaccato di quegli anni che ben delinea come era Rovigo e come il
suo cuore battesse per quella grande passione dal nome rugby.
L'impegno e la grinta dei giocatori, lo sguardo attento e quasi
preoccupato dei tecnici, le molte centinaia di spettatori, uomini e
donne di tutte le età che con il loro entusiasmo accompagnavano le
azioni di gioco, tutti così ben ritratti e fissati nel tempo,
suscitano emozioni e risvegliano nostalgie per un tempo passato ma
ancora vivo nella mente di molti rodigini e polesani.
Eh sì, perché gli anni inesorabilmente trascorrono ma i ricordi
restano, e nessuno può rubarceli.
Grazie a Luciano Pavanello, a Graziano Zanin e a Tutti coloro che
hanno collaborato alla realizzazione di questa raccolta: con la vostra
pazienza e dedizione ci avete regalato un piacevole scorcio del secolo
scorso.
Tiziana Virgili
Presidente Provincia di Rovigo
LUCIANO PAVANELLO
“Per sviluppare i negativi FP4 adeguatamente tirà riscaldavo il
rivelatore con le mani, a volte sanguinanti, perché la temperatura era
bassa e non avevo la possibilità di fare diversamente. Non avendo né
acqua calda né termometro, mi regolavo secondo esperienza e riuscivo
quindi ad ottenere quanto di cui avevo bisogno”.
Così Luciano Pavanello, con una palpabile partecipazione emotiva mi
parla delle sue vicissitudini per realizzare i servizi per il Resto
del Carlino, quotidiano con il quale collaborava, ma che per normative
contrattuali, non poteva più assicurargli la camera oscura predisposta
nel bagno della redazione.
Non potendo fare diversamente s’era abusivamente sistemato nella cella
frigo di un macelleria abbandonata e da qui rispondeva alle chiamate
per la documentazione fotografica della cronaca della città di Rovigo.
Luciano, 71 ANNI, ora pensionato favarologo, ha svolto in particolar
modo l’attività di insegnante a partire dall’età di 17 anni
(all’assunzione, 1 aprile 1956, c’è stata disattenzione e quando se ne
sono accorti i 18 erano compiuti).
Pur insegnando presso la Scuola Avviamento Industriale con annessa
scuola tecnica di II grado poi I.P.S.I.A fino al 1993 (con orgoglio
sottolinea di non aver fatto neanche un giorno di assenza, nemmeno
quando è stato ingessato per 28 giorni) per diverso tempo ha
compensato l’insegnamento con l’impegno di reporter per il citato
giornale. Predisponeva i testi, ma soprattutto per quanto ci riguarda
in questo contesto, la documentazione fotografica facendo i “salti”
per essere puntale per consegnare il fuorisacco al macchinista del
treno delle 18,10 diretto a Bologna.
Pur seguendo altri sport e la cronaca cittadina di Rovigo, quello che
maggiormente lo ha coinvolto è stato il rugby.
I “Bersaglieri” li ha visti nascere e il difficile periodo del
dopoguerra egli l’ha vissuto con grande slancio verso questa attività
che ha praticato dapprima come giocatore, poi come cronista ed in
seguito anche come padre di giocatori.
Simpatico l’episodio che gli rinnova l’attrezzatura fotografica con
apparecchiatura professionale.
Seguendo giornalisticamente il basket femminile aveva avuto modo di
gratificare dei commercianti arabi che, avendo rapporti commerciali
con il presidente della squadra italiana, avevano regalato un
tabellone luminoso.
Il nostro aveva realizzato un articolo per il giornale. Gli Arabi
avevano talmente apprezzato il fatto che, oltre a portare in Kuwait
500 copie del quotidiano, avevano promesso a Luciano un regalo.
Mantennero la parola: l’omaggio fu nientemeno che una fotocamera Canon
AE1 con normale e telezoom 80-200 con la quale in seguito realizzò la
maggior parte dei suoi reportages fotografici, dopo aver messo nel
cassetto la sua Fed 2, “Leica” russa del 1943 e la Bencini Comet 2.
Quasi abbandonata del tutto la fotografia con l’avvento del colore, ha
riversato le sue energie nel coro “Pasubio” apportando il suo
contributo di basso dal 1971 al 2006, quando con la sobrietà, la
signorilità e l’intelligenza che lo contraddistingue ha deciso di
lasciar posto ai giovani.
Un’occupazione che lo ha coinvolto fin da giovane e che tuttora
coltiva con passione è la favarologia, neologismo che sta per
lavorazione tipiche del fabbro ma con un supporto culturale ed
artistico di spessore.
Particolarmente leggiadre le sue creature in rame che sembrano
alleggerire il peso specifico del metallo.
Con il consistente lavoro di recupero della sua produzione degli anni
settanta è comunque la fotografia che torna alla ribalda per celebrare
degnamente il suo talento. Nel corso degli ultimi anni sono stati
catalogati migliaia di fotogrammi riguardanti il rugby, scansiti ed in
parte restaurati sono ora ospitati nell’archivio fotografico
Terrisaurum - foto77.it - ags-edizioni.it - athesis-news.it .
Graziano Zanin
ASSOCIAZIONE CULTURALE ATHESIS
L’Athesis è un’associazione culturale nata nel 1977.
Svolge attività di volontariato col fine di promuovere la cultura in
genere, quella dell’immagine nello specifico.
L’Athesis collabora con istituzioni, enti ed associazioni del
territorio interessate a promuovere, in clima di solidarietà, la
conoscenza ed il rispetto di quanto ci circonda. Le iniziative vengono
pubblicizzate nel sito www.athesis77.it.
www.athesis77.it
E-mail: info@athesis77.it
Tel. fax 0425 95018 |