D I A E T O   V E N E T O

COD: 0057

Autore: Rosetta Menarello e Graziano Zanin

Formato: 23x22 cm

Pagine: 216

Anno: 2006

Prezzo: € 50

Disponibilità: SI     

   

S A L U T O

MOSAICO
Insieme composto da singole tessere divise tra loro poste in armonica contiguità tanto intima e tranquilla da apparire un tutt'uno.
Utopia! Vorremmo fosse la descrizione della nostra società avviata a passi svelti, anche se incerti, verso la globalizzazione.
Eppure proprio così dovrebbe essere. Come un mosaico è armonia formata da tanti unici, riconoscibili per dimensioni, colore, provenienza, origine, così la società vorremmo fosse la quieta convivenza dei tanti modi di vivere, sentire, esprimersi che ciascuno ha sviluppato nella propria casa, territorio, regione, stato.
Il sentire comune è l’orgoglio dell’appartenenza, la propria tradizione, la cultura, il brivido della continuità, il vecchio e l’antico non per valore economico, ma morale. Tutto ciò, non in competizione con alcuno, anzi nella rigorosa tutela e nell’incuriosito rispetto degli altri valori intorno a noi.
Ma parlando di questo, come non ricordare iL Maestro Ferrari, che ho avuto la fortuna di conoscere, uomo minuto, ma vivace ed arguto, prodigo di aneddoti e citazioni. Grande imprenditore della attività culturale ed associativa, con il Suo scrivere ancora oggi afferma che il parlare la propria lingua non è umile o ancor peggio rozzo, bensì sinonimo di conoscenza, appartenenza, tradizione, cultura e mai è antagonismo o volontà di supremazia, semmai di fraterno completamento.
Condividendo questo spirito, un saluto e un plauso a tutti coloro, “figli del Maestro” e non, che offrono il loro tempo alla stessa causa. A loro anche l’augurio di continuare l’opera del Maestro in modo pacato senza creare divisioni o dispute e di entrare, come Lui faceva, negli ambiti più arroccati con garbo e motivazioni, piuttosto che arrogante presunzione.

Stefano Mazzetto
Assessore alla cultura
Comune di Boara Pisani


L'Amministrazione Comunale di Boara Pisani plaude all'iniziativa di ricordare così prestigiosamente venti anni di attività de "In diaeto veneto" ed augura un gratificante proseguo dell'opera.

P R E F A Z I O N E

Sfogliare questa pregevole pubblicazione edita in occasione dei vent’ anni del concorso “In diaeto Veneto-premio Livio Ferrari” mi sollecita tanti ricordi ancora molto vivi nella mente anche se risalenti a diversi anni or sono.
Ho conosciuto i soci dell’Associazione culturale “Athesis” alla fine degli anni ’80 in qualità di presidente della biblioteca di Boara Pisani.
È stato l’inizio di una collaborazione stimolante, proficua e aperta a vari ambiti culturali. Fin da subito mi ha colpito la loro disponibilità, l’intenso amore per il loro paese che si è espresso nell’essere instancabili pungoli per le diverse amministrazioni che si sono succedute al fine di realizzare progetti di valorizzazione del territorio, con l’intento di concretizzare sogni in cui hanno creduto e che spesso sono riusciti a realizzare.
Oggi le nostre strade si intrecciano nuovamente dopo diversi anni con l’occasione che mi è stata concessa di presentare questa importante pubblicazione.
Il riconoscente ricordo del maestro Livio Ferrari con alcuni suoi componimenti poetici “in vernacolo” apre il libro e allontana la nostalgia della sua perdita con la viva presenza della sua espressività lirica. È suggestivo cogliere, poi, nelle pagine dell’opera, il profondo legame che unisce le immagini alle poesie e alle prose in dialetto e che ci permette di spaziare con la mente nel passato e nel presente del nostro territorio. Ma questa pubblicazione è anche la testimonianza tangibile di una impresa culturale protrattasi negli anni: mantenere viva la conoscenza del dialetto specialmente nei ragazzi.
Credere nel dialetto come lingua, veicolo di conservazione delle nostre tradizioni, e come radice della nostra identità vuol dire dare continuità e senso ad una cultura locale che è patrimonio prezioso di tutti. Infine è importante l’aver indirizzato il concorso in modo privilegiato alle scuole perché investire culturalmente nei ragazzi è investire nel futuro, è trasmettere valori da non dimenticare o meglio da perpetuare in un momento in cui ci sono forti segnali di disgregazione del tessuto civile e sociale.
Nella convinzione di interpretare il comune sentire dei membri della giuria del concorso “In diaeto veneto - premio Livio Ferrari”, esprimo a Rosetta, a Graziano, a Giovanni e agli altri componenti dell’Associazione Culturale “Athesis” il mio plauso e il mio incoraggiamento a non mollare, a continuare a promuovere cultura, unica risorsa inesauribile e feconda.


Lodovica Metterle


P R E F A Z I O N E

Trent'anni or sono in seno alla Biblioteca Comunale di Boara Pisani si concretizzava un'idea tesa allo studio del territorio e la si suggellava con attività tuttora particolarmente vive e coinvolgenti.
Era nato un movimento di interesse verso l'ambiente circostante nei suoi vari aspetti.
L'attenzione iniziale era soprattutto rivolta alla fotografia.
La documentazione del territorio era vista, oltre che come forma espressiva individuale, come impegno collettivo per valorizzarlo.
Il gruppo costituitosi, richiamandosi al fiume Adige, come fonte di vita e di unione tra le genti, si denominò Athesis e, sempre di concerto con la Biblioteca Comunale di Boara Pisani, portò avanti molte iniziative, segnalandosi pure con manifestazioni internazionali.
Vent'anni or sono tra Biblioteca e Athesis nasceva la convinzione di promuovere, anche con altre forme espressive, l'attenzione nei confronti della cultura locale e, valorizzando la strada già ben tracciata dal maestro Ferrari, istituiva il concorso per poesie in dialetto veneto, riservato al mondo della scuola. Si intendeva così ribadire l'importanza del raccordo con la tradizione e quanto opportuno fosse insegnare ai bambini anche la parlata locale.
Erano tempi in cui qualcuno manifestava quasi un senso di vergogna a parlare in dialetto, non capendo che i legami con la propria cultura erano qualcosa di cui vantarsi. Il parlare veneto significava conservare e valorizzare una nobile lingua, come avevano fatto illustri scrittori e come, per decenni con svariate pubblicazioni "artigianali", aveva fatto il "Maestro" Livio Ferrari.
Con questa pubblicazione, ricordando i vent'anni del concorso "In diaeto Veneto premio Livio Ferrari", patrocinato nel corso della sua storia dai comuni di Boara Pisani e Stanghella, dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova, dalla casa editrice www.ags-edizioni.it, dalle Pro loco Boara Pisani e Stanghella, vogliamo anche rendere omaggio a quanti si sono prodigati per sostenere il consistente movimento culturale che oggi vede Boara Pisani, Stanghella e Comuni limitrofi, portare avanti iniziative locali, nazionali ed internazionali. Tra queste ricordiamo, oltre al concorso citato, il concorso internazionale di fotografia "Salone Athesis Internet Digital Photo", i concorsi di cortometraggi e sceneggiature "Bassa in Corto", i concorsi di pittura "... in cornice" e le mostre a ciclo continuo presso la galleria "Athesis-Petrarca" a Boara Pisani e la Pinacoteca "Favaro" a Stanghella.

La pubblicazione si apre con un sentito omaggio all'illustre compianto maestro Livio Ferrari che ha costituito per decenni un sicuro riferimento per la vita culturale di Boara Pisani.
Con la sua tenacia ha fondato la biblioteca di Boara Pisani, allora Centro Sociale di Educazione Permanente, creando un luogo di aggregazione per giovani e meno giovani.
Costantemente alla ricerca dell'essenza dei nostri usi e costumi nella parlata e nei detti locali, con le suo prose, ma ancor più con le sue poesie in vernacolo, ha saputo "fotografare" valori e momenti di vitali tradizioni.
Nella pubblicazione trovano inoltre ospitalità poesie di giurati del concorso, tutte le opere premiate ed altre ritenute meritevoli di nota, delle varie edizioni del concorso "In diaeto veneto - premio Livio Ferrari", dal 1976 al 2006. Con le ultime edizioni è stata proposta anche la prosa, sempre in dialetto veneto, che trova spazio nella pagine conclusive del volume. Tre le premiate ci fa particolare piacere proporre delle opere realizzate da concorrenti, emigrati in America Latina, che dimostrano ancora un grande attaccamento alla terra dei loro avi.
Nell'impaginazione delle poesie abbiamo preferito seguire l'ordine cronologico, intercalando versi di bambini e di adulti.
Abbiamo lasciato un riferimento all'età, per quanto riguarda i bambini e ragazzi e, al luogo di provenienza, per tutti. L'anno di realizzazione o presentazione è stato omesso in quanto abbiamo ritenuto opportuno, così facendo, lasciare al lettore maggiore libertà interpretativa.

La carrellata delle fotografie, che si intercalano con le poesie anche per sottolineare il legame lirico, è aperta da Gustavo Millozzi con delle sue immagini vintage per riportarci in un periodo in cui non esistevano passatempi elettronici, ma i giochi dei bimbi erano comunque particolarmente gioiosi, anche se i giocattoli molto modesti.
Seguono immagini di giochi, ricostruiti e reinterpretati da bambini d'oggi, la cui ricostruzione storica ha permesso un contatto meno occasionale con un passato recente.
A seguire, un altro maestro della fotografia, Mario Lasalandra, che ha saputo proporre gli ambienti veneti con la sua genuina arte di narratore, inizia la carrellata di paesaggi e ritratti ambientati. Lascia poi il testimone ad altri affermati artisti fotografi, professionisti e non, comunque sempre tecnicamente preparati e ricchi di una partecipazione emotiva volta alla ricerca espressiva che li porta a raggiungere pregevoli risultati.
Le fotografie ci mostrano paesaggi, attività, persone, situazioni del nostro Veneto e vanno quindi a legarsi, strettamente e liricamente, alle poesie che hanno maggiormente figurato nel concorso poetico. Più che con la singola immagine abbiamo preferito raccontare il territorio, con le sue bellezze paesaggistiche e umane nonché le sue tradizioni, anche attraverso mini portfolio fotografici più adeguati a formulare un discorso coerente.
Alcune immagini possono mostrare, nella loro crudezza, situazioni e tradizioni forse fuori dalla sensibilità del nostro tempo. Ovviamente non c'è cinica partecipazione all'evento narrato, ma la ricerca di una documentazione creativa riguardante usanze che assumono anche aspetti rituali.

Per la scelta delle opere pittoriche il criterio è stato sostanzialmente lo stesso. Ci sono opere che rappresentano il nostro territorio con una certa fedeltà ... altre che hanno spaziato molto liberamente con la fantasia per proporci approcci diversi ad una stessa realtà, vista però, con occhi diversi.

I Curatori