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S A L U T O
MOSAICO
Insieme composto da singole tessere divise tra loro poste in armonica
contiguità tanto intima e tranquilla da apparire un tutt'uno.
Utopia! Vorremmo fosse la descrizione della nostra società avviata a
passi svelti, anche se incerti, verso la globalizzazione.
Eppure proprio così dovrebbe essere. Come un mosaico è armonia formata
da tanti unici, riconoscibili per dimensioni, colore, provenienza,
origine, così la società vorremmo fosse la quieta convivenza dei tanti
modi di vivere, sentire, esprimersi che ciascuno ha sviluppato nella
propria casa, territorio, regione, stato.
Il sentire comune è l’orgoglio dell’appartenenza, la propria
tradizione, la cultura, il brivido della continuità, il vecchio e
l’antico non per valore economico, ma morale. Tutto ciò, non in
competizione con alcuno, anzi nella rigorosa tutela e nell’incuriosito
rispetto degli altri valori intorno a noi.
Ma parlando di questo, come non ricordare iL Maestro Ferrari, che ho
avuto la fortuna di conoscere, uomo minuto, ma vivace ed arguto,
prodigo di aneddoti e citazioni. Grande imprenditore della attività
culturale ed associativa, con il Suo scrivere ancora oggi afferma che
il parlare la propria lingua non è umile o ancor peggio rozzo, bensì
sinonimo di conoscenza, appartenenza, tradizione, cultura e mai è
antagonismo o volontà di supremazia, semmai di fraterno completamento.
Condividendo questo spirito, un saluto e un plauso a tutti coloro,
“figli del Maestro” e non, che offrono il loro tempo alla stessa
causa. A loro anche l’augurio di continuare l’opera del Maestro in
modo pacato senza creare divisioni o dispute e di entrare, come Lui
faceva, negli ambiti più arroccati con garbo e motivazioni, piuttosto
che arrogante presunzione.
Stefano Mazzetto
Assessore alla cultura
Comune di Boara Pisani
L'Amministrazione Comunale di Boara Pisani plaude all'iniziativa di
ricordare così prestigiosamente venti anni di attività de "In diaeto
veneto" ed augura un gratificante proseguo dell'opera.
P R E F A Z I O N E
Sfogliare questa pregevole pubblicazione edita in occasione dei vent’
anni del concorso “In diaeto Veneto-premio Livio Ferrari” mi sollecita
tanti ricordi ancora molto vivi nella mente anche se risalenti a
diversi anni or sono.
Ho conosciuto i soci dell’Associazione culturale “Athesis” alla fine
degli anni ’80 in qualità di presidente della biblioteca di Boara
Pisani.
È stato l’inizio di una collaborazione stimolante, proficua e aperta a
vari ambiti culturali. Fin da subito mi ha colpito la loro
disponibilità, l’intenso amore per il loro paese che si è espresso
nell’essere instancabili pungoli per le diverse amministrazioni che si
sono succedute al fine di realizzare progetti di valorizzazione del
territorio, con l’intento di concretizzare sogni in cui hanno creduto
e che spesso sono riusciti a realizzare.
Oggi le nostre strade si intrecciano nuovamente dopo diversi anni con
l’occasione che mi è stata concessa di presentare questa importante
pubblicazione.
Il riconoscente ricordo del maestro Livio Ferrari con alcuni suoi
componimenti poetici “in vernacolo” apre il libro e allontana la
nostalgia della sua perdita con la viva presenza della sua
espressività lirica. È suggestivo cogliere, poi, nelle pagine
dell’opera, il profondo legame che unisce le immagini alle poesie e
alle prose in dialetto e che ci permette di spaziare con la mente nel
passato e nel presente del nostro territorio. Ma questa pubblicazione
è anche la testimonianza tangibile di una impresa culturale
protrattasi negli anni: mantenere viva la conoscenza del dialetto
specialmente nei ragazzi.
Credere nel dialetto come lingua, veicolo di conservazione delle
nostre tradizioni, e come radice della nostra identità vuol dire dare
continuità e senso ad una cultura locale che è patrimonio prezioso di
tutti. Infine è importante l’aver indirizzato il concorso in modo
privilegiato alle scuole perché investire culturalmente nei ragazzi è
investire nel futuro, è trasmettere valori da non dimenticare o meglio
da perpetuare in un momento in cui ci sono forti segnali di
disgregazione del tessuto civile e sociale.
Nella convinzione di interpretare il comune sentire dei membri della
giuria del concorso “In diaeto veneto - premio Livio Ferrari”, esprimo
a Rosetta, a Graziano, a Giovanni e agli altri componenti
dell’Associazione Culturale “Athesis” il mio plauso e il mio
incoraggiamento a non mollare, a continuare a promuovere cultura,
unica risorsa inesauribile e feconda.
Lodovica Metterle
P R E F A Z I O N E
Trent'anni or sono in seno alla Biblioteca Comunale di Boara Pisani si
concretizzava un'idea tesa allo studio del territorio e la si
suggellava con attività tuttora particolarmente vive e coinvolgenti.
Era nato un movimento di interesse verso l'ambiente circostante nei
suoi vari aspetti.
L'attenzione iniziale era soprattutto rivolta alla fotografia.
La documentazione del territorio era vista, oltre che come forma
espressiva individuale, come impegno collettivo per valorizzarlo.
Il gruppo costituitosi, richiamandosi al fiume Adige, come fonte di
vita e di unione tra le genti, si denominò Athesis e, sempre di
concerto con la Biblioteca Comunale di Boara Pisani, portò avanti
molte iniziative, segnalandosi pure con manifestazioni internazionali.
Vent'anni or sono tra Biblioteca e Athesis nasceva la convinzione di
promuovere, anche con altre forme espressive, l'attenzione nei
confronti della cultura locale e, valorizzando la strada già ben
tracciata dal maestro Ferrari, istituiva il concorso per poesie in
dialetto veneto, riservato al mondo della scuola. Si intendeva così
ribadire l'importanza del raccordo con la tradizione e quanto
opportuno fosse insegnare ai bambini anche la parlata locale.
Erano tempi in cui qualcuno manifestava quasi un senso di vergogna a
parlare in dialetto, non capendo che i legami con la propria cultura
erano qualcosa di cui vantarsi. Il parlare veneto significava
conservare e valorizzare una nobile lingua, come avevano fatto
illustri scrittori e come, per decenni con svariate pubblicazioni
"artigianali", aveva fatto il "Maestro" Livio Ferrari.
Con questa pubblicazione, ricordando i vent'anni del concorso "In
diaeto Veneto premio Livio Ferrari", patrocinato nel corso della sua
storia dai comuni di Boara Pisani e Stanghella, dalla Regione Veneto,
dalla Provincia di Padova, dalla casa editrice www.ags-edizioni.it,
dalle Pro loco Boara Pisani e Stanghella, vogliamo anche rendere
omaggio a quanti si sono prodigati per sostenere il consistente
movimento culturale che oggi vede Boara Pisani, Stanghella e Comuni
limitrofi, portare avanti iniziative locali, nazionali ed
internazionali. Tra queste ricordiamo, oltre al concorso citato, il
concorso internazionale di fotografia "Salone Athesis Internet Digital
Photo", i concorsi di cortometraggi e sceneggiature "Bassa in Corto",
i concorsi di pittura "... in cornice" e le mostre a ciclo continuo
presso la galleria "Athesis-Petrarca" a Boara Pisani e la Pinacoteca "Favaro"
a Stanghella.
La pubblicazione si apre con un sentito omaggio all'illustre compianto
maestro Livio Ferrari che ha costituito per decenni un sicuro
riferimento per la vita culturale di Boara Pisani.
Con la sua tenacia ha fondato la biblioteca di Boara Pisani, allora
Centro Sociale di Educazione Permanente, creando un luogo di
aggregazione per giovani e meno giovani.
Costantemente alla ricerca dell'essenza dei nostri usi e costumi nella
parlata e nei detti locali, con le suo prose, ma ancor più con le sue
poesie in vernacolo, ha saputo "fotografare" valori e momenti di
vitali tradizioni.
Nella pubblicazione trovano inoltre ospitalità poesie di giurati del
concorso, tutte le opere premiate ed altre ritenute meritevoli di
nota, delle varie edizioni del concorso "In diaeto veneto - premio
Livio Ferrari", dal 1976 al 2006. Con le ultime edizioni è stata
proposta anche la prosa, sempre in dialetto veneto, che trova spazio
nella pagine conclusive del volume. Tre le premiate ci fa particolare
piacere proporre delle opere realizzate da concorrenti, emigrati in
America Latina, che dimostrano ancora un grande attaccamento alla
terra dei loro avi.
Nell'impaginazione delle poesie abbiamo preferito seguire l'ordine
cronologico, intercalando versi di bambini e di adulti.
Abbiamo lasciato un riferimento all'età, per quanto riguarda i bambini
e ragazzi e, al luogo di provenienza, per tutti. L'anno di
realizzazione o presentazione è stato omesso in quanto abbiamo
ritenuto opportuno, così facendo, lasciare al lettore maggiore libertà
interpretativa.
La carrellata delle fotografie, che si intercalano con le poesie anche
per sottolineare il legame lirico, è aperta da Gustavo Millozzi con
delle sue immagini vintage per riportarci in un periodo in cui non
esistevano passatempi elettronici, ma i giochi dei bimbi erano
comunque particolarmente gioiosi, anche se i giocattoli molto modesti.
Seguono immagini di giochi, ricostruiti e reinterpretati da bambini
d'oggi, la cui ricostruzione storica ha permesso un contatto meno
occasionale con un passato recente.
A seguire, un altro maestro della fotografia, Mario Lasalandra, che ha
saputo proporre gli ambienti veneti con la sua genuina arte di
narratore, inizia la carrellata di paesaggi e ritratti ambientati.
Lascia poi il testimone ad altri affermati artisti fotografi,
professionisti e non, comunque sempre tecnicamente preparati e ricchi
di una partecipazione emotiva volta alla ricerca espressiva che li
porta a raggiungere pregevoli risultati.
Le fotografie ci mostrano paesaggi, attività, persone, situazioni del
nostro Veneto e vanno quindi a legarsi, strettamente e liricamente,
alle poesie che hanno maggiormente figurato nel concorso poetico. Più
che con la singola immagine abbiamo preferito raccontare il
territorio, con le sue bellezze paesaggistiche e umane nonché le sue
tradizioni, anche attraverso mini portfolio fotografici più adeguati a
formulare un discorso coerente.
Alcune immagini possono mostrare, nella loro crudezza, situazioni e
tradizioni forse fuori dalla sensibilità del nostro tempo. Ovviamente
non c'è cinica partecipazione all'evento narrato, ma la ricerca di una
documentazione creativa riguardante usanze che assumono anche aspetti
rituali.
Per la scelta delle opere pittoriche il criterio è stato
sostanzialmente lo stesso. Ci sono opere che rappresentano il nostro
territorio con una certa fedeltà ... altre che hanno spaziato molto
liberamente con la fantasia per proporci approcci diversi ad una
stessa realtà, vista però, con occhi diversi.
I Curatori
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